Chi sono

Classe ’71, sono cresciuto con il costante interesse per il calpestamento e per le forme di schiacciamento in genere.
Interesse che con il tempo è finito per sfociare in una passione davvero fuori dal comune. Disteso a pavimento o sulla nuda terra per fondermi con esse, mentre la controparte, una donna sensuale, forte e divertita, affonda le sue proiezioni con convinzione e senza remore, prodigandosi per donare estrema sofferenza e profondo piacere.
Una sneaker o calzatura a tacco crescente, per altezza e base, calzature speciali, sportive o per usi specifici, che abbiano ruote, lame, chiodi e quant’altro.
Schiacciamento da mezzi di locomozione o di svago, quali motocicli, auto, divani, attrezzi ginnici e ogni mezzo esistente.
Uso di strumenti per l’immobilizzazione e lo stritolamento dell’epidermide attraverso pinze, molle e strettoie, ancorché l’uso di mani e piedi per poderose dimostrazioni di forza.
La mia parola d’ordine è ‘sperimentare’, vivere sempre nuove sofferenze, spostare il limite oltre il confine già vissuto. Sono un vulcano di idee.
Il mio lato fetish mi impone di accostare i cinque sensi all’oggetto o alla parte del corpo usata e di interagire copiosamente.
Ho scarsa esperienza privata, presenze in serate a tema (play party) e la partecipazione a 4 produzioni video.
Faccio davvero una gran fatica a trovare seguito di questa disciplina e ancor più una partner di gioco costante (che non ho mai avuto). Abitando in Sicilia non posso non pensare alle attività lontane e a quanto già da tempo si fa nell’ambito del Trampling al di sopra dello stretto di Messina. La mia esperienza in Sicilia, come fruitore e come organizzatore, è stata più che deludente. Certo il Covid 19 ci ha messo del suo ma in qualche modo sto iniziando nuovamente ad interagire con nuove persone. La rete peraltro non fa miracoli e la trovo rovinosamente contaminata da ballisti e gente che infanga, anzichè promuovere e costruire.
Dalle mie sessioni vissute posso vantare apprezzamenti più che lusinghieri e vorrei portare avanti un’opera culturale a riguardo. Portare la pratica del calpestamento dove non è mai stata contemplata. Per averlo visto di persona so che qualunque ragazza ha le potenzialità per diventare un’ottima calpestatrice.
Mi prodigo nel costruire e comprare attrezzi e oggetti per la mia e l’altrui voglia di provarli. Il fai da te è una delle mie inclinazioni e non bado a tempo e spesa pur di arrivare allo scopo. Ovviamente sarebbe ideale condividerli sempre di più e poter avere uno stimolo continuo a poter lavorare per una storia che, giorno dopo giorno, prende sempre più forma.
Ho voluto costruire questo spazio web, non il primo da decenni di presenza, per avvicinare tutte le persone che vivono questa passione o che vogliono scoprire qualcosa di nuovo e di diverso. Inoltre questo spazio è a disposizione degli amici che vorrano dare un contributo reale ad un progetto comune.
Personalmente cerco la mia prima partner fissa con la quale vivere le emozioni più grandi. Di una cosa sono certo, di non essere un feticista qualunque. Io mi sento di regalare qualità, serietà, fedeltà, oltre ad una bella amicizia.

Grazie. Kal.



“Eclettica unione di stile, coinvolgimento sensoriale, emozione, voglia e un pizzico di imprevedibilità. Il calpestamento prende forma nelle intenzioni di chi cerca di dare forma a tutto ciò che passa sotto la pianta di un piede, sotto la suola di una scarpa, sotto un qualsivoglia strumento. Una massa preme per confrontarsi con il suo complementare e il gioco fisico si trasforma nell’esempio più coinvolgente di sempre, nell’alternativa che si distingue dal comune vissuto della propria intimità.
Un nuovo reticolo di connessioni sinaptiche prende vita, coinvolgendo i protagonisti in una nuova realtà di infinite sollecitazioni. Perdersi oltre i confini dell’ordinario si traduce nell’intraprendenza di una vera avventura personale, il cui obiettivo trascende dal risaputo metro consuetudinario.
Abbandonare ogni condizionamento, lasciarsi trasportare, vivere appieno, unire lo stile italiano, che si distingue nel mondo, alla personale interpretazione visiva e cinematografica.
Lasciare che i corpi parlino una nuova lingua, lasciarsi dirigere come in una scena di un film inedito. Questo è il tributo plurivaloriale che mai avremmo previsto, e per questo capaci di impregnarci di nuove virtù generose e suppletive.”

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